
Il mio approccio è il frutto del mio modo di vedere la realtà, nella sua naturalezza, coltivato e maturato attraverso la mia formazione e la mia esperienza.
Solitamente diffido dalle definizioni che incasellano in qualche corrente di pensiero specifica il mio approccio, perché credo che sia bene osservare da più prospettive possibili. Tuttavia per dare un’idea della mia base teorica, in linea con la mia formazione, mi riconosco maggiormente nell’impostazione fenomenologica che sono solito intrecciare con la prospettiva propria della psicoterapia della Gestalt.
Il mio sguardo quindi nasce dalla tradizione fenomenologica, dove ciò che si presenta nel qui ed ora, nella sua forma più naturale, viene accolto ed ascoltato così com’è aldilà di ogni giudizio. Questo sguardo rivolto al presente si unisce all’aspetto esperienziale della pratica gestaltica rendendo possibile una graduale consapevolizzazione dei propri vissuti e permettendo la loro espressione costruttiva in ambito clinico. In questo modo diviene possibile attingere alle risorse che la vita presente in ognuno dispone in ogni momento. Ogni persona infatti porta con sé la sua stessa vita che è quanto di più prezioso e puro vi possa essere; come potrebbe non bastare?
Sono solito considerare corpo e mente un’unica realtà secondo una visione olistica. Credo infatti sia fondamentale imparare ad ascoltare sé stessi e le proprie sensazioni. Esse rappresentano le parole con le quali ci parla il nostro corpo, il quale, vivo ed intelligente, ci spinge in ogni momento a riappropriarci della nostra unità, della nostra energia e ad accrescere la nostra consapevolezza per ricominciare ad apprezzare la propria unicità.

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